Lo Statuto

Art. 1

E’ costituita, ai sensi delle vigenti norme di legge in materia, l’Associazione di volontariato denominata: “CEAV CANCRO E ASSISTENZA VOLONTARIA – ONLUS” in breve anche “CEAV – ONLUS”

Art. 2

L’Associazione ha sede a Padova in via Marzolo n. 15/B, ed opera esclusivamente nell’ambito della Regione Veneto. L’Associazione di volontariato “CEAV – ONLUS”, è disciplinata dal presente statuto, ed agisce nei limiti della legge 11 agosto 1991 n. 266, delle leggi regionali di attuazione e dei principi generali dell’ordinamento giuridico. L’Assemblea delibera l’eventuale regolamento di esecuzione dello statuto per la disciplina degli aspetti organizzativi più particolari.

Art. 3

L’Associazione svolge, senza fini di lucro, attività di assistenza socio sanitaria con l’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale. Ha per scopo l’aiuto, in forma materiale e spirituale, agli ammalati di cancro e alle loro famiglie,specialmente nelle fasi più avanzate della malattia, sia al domicilio dei singoli assistiti, che nel corso di ricoveri ospedalieri o di cure ambulatoriali. Si propone inoltre di informare la cittadinanza sulle problematiche legate alla malattia, ivi compresa la prevenzione. Si adopera, infine, per la promozione del volontariato nel settore dell’assistenza ai malati oncologici. Per il conseguimento delle suddette finalità l’Associazione: a) promuove l’informazione dell’opinione pubblica, degli enti pubblici e privati, circa il problema della qualità della vita dell’ammalato oncologico; b) istituisce corsi per la preparazione di volontari civili; c) fornisce servizi assistenziali tramite personale sanitario professionale; d) provvede al reperimento, mediante ogni opportuna iniziativa, dei fondi necessari al più ampio sviluppo ed al migliore conseguimento delle proprie finalità; e) stabilisce relazioni con società, associazioni affini, con enti nazionali ed internazionali cointeressati ai medesimi scopi. E’ fatto divieto di svolgere attività diversa dalle sopra menzionate, ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.

Art. 4

L’Associazione ha durata illimitata. Possono aderire all’Associazione tutte le persone che ne condividono le finalità e sono mosse da spirito di solidarietà verso tutti. I soci dell’Associazione si distinguono in: • soci fondatori: sono firmatari dell’atto costitutivo e coloro ai quali, pur non avendo firmato l’atto costitutivo, sia attribuita tale qualifica dalla maggioranza dei soci fondatori; • soci ordinari e sostenitori: sono le persone fisiche che aderiscono all’Associazione, presentando domanda al Consiglio Direttivo sottoscritta da loro e da almeno due soci fondatori, o ordinari o onorari,versando la quota sociale annua la cui entità viene determinata anno per anno dal Consiglio Direttivo. L’adesione ha effetto dopo la sua accettazione da parte del Consiglio Direttivo; • soci onorari: sono le persone fisiche ai quali il Consiglio direttivo attribuisce tale qualità,anche senza versamento della contribuzione di cui sopra, ritenendoli in grado, per qualità, titoli o attività,di dare all’Associazione contributo di opera o di prestigio; • soci benemeriti: sono le persone fisiche alle quali il Consiglio Direttivo attribuisce tale qualità in riconoscimento del contributo dato all’Associazione con lasciti, donazioni o attività personale. I soci sono tali a tempo indeterminato, salvo l’esclusione deliberata dall’Assemblea per gravi motivi, quali ad esempio comportamenti gravemente contrari alle finalità dell’Associazione. La delibera d’esclusione dovrà essere comunicata per iscritto a mezzo lettera raccomandata a.r. alla persona interessata, la quale potrà opporvisi nei modi e nei termini di legge.

Art. 5

E’ prevista la disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo ed esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa. Gli aderenti all’Associazione hanno il diritto di eleggere gli organi associativi nonché il diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti. Essi hanno diritto di indirizzare al Consiglio Direttivo proposte o suggerimenti, sui quali lo stesso Consiglio Direttivo è tenuto a pronunciarsi, nonché i diritti di informazione e di controllo stabiliti dalle leggi e dallo statuto.

Art. 6

I soci dell’Associazione devono svolgere la loro attività in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, con la sola previsione del rimborso delle spese effettivamente sostenute, nei limiti stabiliti dal Consiglio Direttivo. Le spese per essere rimborsate devono essere preventivamente autorizzate e adeguatamente documentate. Il comportamento verso gli altri soci e all’esterno deve essere animato da spirito di solidarietà ed attuato con correttezza e stima reciproca.

Art. 7

L’Associazione è composta dai seguenti organi: 1) Assemblea dei soci 2) Consiglio Direttivo 3) Presidente 4) Collegio dei Revisori 5) Collegio dei Probiviri Tutte le cariche sociali sono gratuite. Sono ammessi rimborsi spese a favore dei membri degli organi dell’Associazione per particolari occasioni e previa autorizzazione del Consiglio Direttivo. Le spese, per essere rimborsate, devono essere preventivamente autorizzate e adeguatamente documentate.

Art. 8

L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, deve venire convocata mediante comunicazione scritta,diretta a ciascun socio con indicazione della data, ora, sede e dell’ordine del giorno, oppure mediante affissione dell’avviso di convocazione, almeno 15 (quindici) giorni prima di quello fissato per l’adunanza. Hanno diritto di intervenire alle assemblee tutti i soci, fondatori, ordinari e sostenitori, in regola con il pagamento della quota sociale, i soci onorari e i benemeriti. I soci possono farsi rappresentare da altri soci, anche se membri del Consiglio, mediante delega scritta, sono ammesse non più di due deleghe per ciascun socio. Il Presidente dell’Assemblea, nella persona del Presidente o Vice Presidente o di un Consigliere del Consiglio Direttivo, nomina un Segretario e se, lo ritiene opportuno, due scrutatori. Spetta al Presidente dell’Assemblea di constatare la regolarità delle deleghe ed in genere il diritto di intervenire all’Assemblea. Delle riunioni di Assemblea si redige il processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario e, qualora nominati, dagli scrutatori. Assemblea ordinaria. L’Assemblea ordinaria è convocata almeno una volta all’anno dal Presidente o in sua vece dal Vice-Presidente,o quando ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei componenti il Consiglio Direttivo. Approva il bilancio consuntivo e quello preventivo, la relazione sull’attività svolta dall’Associazione, nomina i componenti del Consiglio Direttivo di cui all’articolo 9, i Revisori dei conti di cui all’articolo 18, il Collegio dei Probiviri di cui all’articolo 14, e delibera su ogni altra questione ad essa sottoposta dal Consiglio Direttivo. L’Assemblea ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza della metà più uno dei soci presenti in proprio o per delega, in seconda convocazione, da tenersi almeno il giorno successivo alla prima, qualunque sia il numero dei soci presenti in proprio o in delega. L’Assemblea delibera a maggioranza dei voti dei presenti, come previsto dall’Art. 21 c.c. Nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non hanno diritto di voto. Assemblea straordinaria. L’Assemblea straordinaria delibera sulle modificazioni dello statuto, nonché sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione del patrimonio. L’Assemblea straordinaria è convocata dal Presidente o da chi ne fa le veci, anche su richiesta del Consiglio Direttivo o almeno di 1/10 (un decimo) dei soci, con domanda scritta al Presidente indicando l’ordine del giorno. L’Assemblea straordinaria modifica lo statuto dell’Associazione con la presenza di almeno ¾ (tre quarti) degli associati e il voto favorevole della maggioranza dei presenti e delibera lo scioglimento e la liquidazione, nonché la devoluzione del patrimonio, con il voto favorevole di almeno ¾ (tre quarti) dei soci. In caso di scioglimento, da comunicarsi all’autorità governativa competente, il patrimonio sarà devoluto ad altre associazioni di volontariato che si ispirano a medesimi ideali o a fini di pubblica utilità sociale, sentito l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge 23/12/1966 n. 622

Art. 9

L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto di sette membri, eletti dall’Assemblea tra i propri componenti, che durano in carica per un triennio dalla nomina e comunque sino alla nomina dei successori. Ogni socio può esprimere al massimo 4 preferenze. In caso di cessazione anticipata della carica i nuovi consiglieri scelti tra coloro che hanno ricevuto il maggior numero di voti tra i non eletti.

Art. 10

Al Consiglio Direttivo spettano tutti i più ampi poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione dell’associazione senza eccezione di sorta, sia nel settore di cui all’art. 3 sia in quello patrimoniale. Il Consiglio Direttivo è comunque soggetto al controllo dell'Assemblea dei Soci e ad essa risponde del proprio operato.

Art. 11

Il Consiglio Direttivo nomina il proprio Presidente, il Vice-Presidente nonché il Segretario ed il Tesoriere, individuando questi ultimi due anche tra i soci non Consiglieri.

Art. 12

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, di propria iniziativa, o quando sia richiesto da almeno tre Consiglieri. L’avviso di convocazione deve essere spedito a mezzo del servizio postale almeno dieci giorni prima di quello fissato per l’adunanza (o in caso di urgenza, mediante telegramma spedito almeno il giorno prima), e deve contenere l’indicazione delle materie da trattare all’ordine del giorno. Il Consiglio Direttivo è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei suoi componenti, le deliberazioni sono prese a maggioranza degli intervenuti. In caso di parità di voti l’argomento viene ripresentato alla seduta successiva ed in ipotesi d’urgenza vi provvede il Presidente salvo ratifica consiliare entro trenta giorni. In caso di tre assenze ingiustificate dalle riunioni il Consigliere viene dichiarato decaduto. Le deliberazioni constano da verbale firmato dal Presidente e dal Segretario.

Art. 13

Al Presidente, o in caso di suo impedimento al Vice-Presidente, spettano la rappresentanza e i poteri di firma dell’Associazione di fronte a terzi e in giudizio, con incondizionata facoltà di nominare anche procuratori e mandatari. In caso di urgenza il Presidente, o in caso di suo impedimento il Vice-Presidente, esercita tutti i poteri del Consiglio Direttivo che deve essere convocato prontamente per la ratifica entro trenta giorni. Il Consiglio Direttivo, con decisione collegiale, può conferire incarichi specifici ed istruttori ai propri componenti con l’indicazione espressa della delega e con l’obbligo del delegato di riferire al Consiglio stesso.

Art. 14

Il Collegio dei probiviri è composto da tre membri eletti dall’Assemblea, anche su proposta del Consiglio Direttivo. Possono farne parte non soci. Esso nomina tra i suoi componenti il Presidente. I membri del Collegio rimangono in carica tre anni, sono rieleggibili, non possono rivestire altre cariche nell’Associazione. Al Collegio vanno demandate tutte le controversie tra i Soci e tra questi e il Consiglio Direttivo. Il Collegio dei Probiviri si riunisce su convocazione del suo Presidente entro 30 (trenta) giorni dalla data in cui sia pervenuto un motivato reclamo. La decisione sulla controversia viene assunta a maggioranza e di essa viene redatto verbale. Tale decisione, inappellabile all’interno dell’Associazione, viene comunicata alle parti interessate mediante lettera raccomandata.

Art. 15

Il patrimonio dell’Associazione è costituito: - dal fondo indisponibile - dalle contribuzioni di primi soci e di quelli futuri; - dalle liberalità, anche testamentarie, a favore dell’associazione; - dalle contribuzioni di persone od enti, pubblici e privati, ivi comprese le erogazioni liberali di cui all’art. 10, 2° comma lettera a) del D.P.R. 29/9/1973 n. 597; - da ogni altra entrata prevista ai sensi della L. n. 266/91. Spetta al Consiglio Direttivo decidere le modalità di investimento del patrimonio.

Art. 16

L’esercizio economico-finanziario dell’Associazione coincide con l’anno solare. Il bilancio preventivo deve essere obbligatoriamente redatto entro il 30 novembre e quello consuntivo entro il 30 aprile di ogni anno. Il Consiglio Direttivo li presenta all’Assemblea per l’approvazione, unitamente alla relazione sull’attività dell’Associazione nel corso dell’esercizio e al parere dei revisori dei conti.

Art. 17

E’ fatto obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse. E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale, durante la vita dell’organizzazione, a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di altre ONLUS che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima ed unitaria struttura.

Art. 18

L’Assemblea ordinaria elegge ogni triennio tre Revisori dei conti, che in qualsiasi momento, hanno accesso agli atti di carattere contabile ed economico-finanziario dell’Associazione, ne controllano la regolarità ed esprimono parere sul bilancio consuntivo dell’esercizio. Essi possono assistere alle sedute del Consiglio Direttivo su invito.

Art. 19

Il bilancio, sia consuntivo che preventivo, è controllato dai Revisori dei conti. Eventuali rilievi critici a spese od entrate sono allegati al bilancio e devono essere sottoposti dal Consiglio Direttivo all’esame dell’Assemblea.

Art. 20

Il bilancio, sia consuntivo che preventivo, è controllato dai revisori dei conti. Eventuali rilievi critici a spese o a entrate sono allegati al bilancio e devono essere sottoposti dal Consiglio Direttivo all’esame dell’assemblea. Art. 21 Per quanto qui non previsto, si applicano le norme di legge.